di Elisabetta Pieretto (coordinatrice del concorso)
“Siate critici” è il motto scelto per la decima edizione di Scrivere di cinema – Premio Alberto Farassino, il concorso nazionale di critica cinematografica per i giovani tra i 14 e i 28 anni, promosso da pordenonelegge.it, Cinemazero, il Sindacato Nazionale Critici Italiani, in collaborazione con MYmovies. Siate critici, ovvero diffidate delle apparenze, non accontentatevi, scavate a fondo. Come ha saputo fare Alberto Farassino, il critico cui il concorso è dedicato.
L'idea alla base di Scrivere di cinema è molto semplice e parte da una duplice convinzione: la passione per il cinema si coltiva da piccoli e deve essere alimentata e stimolata costantemente affinché diventi prassi comune; non è vero che i ragazzi non amano il cinema e non è vero che molti di loro non amano scrivere. Anzi. La storia del concorso dimostra esattamente il contrario: in dieci anni di attività sono state scritte più di 7500 recensioni, coinvolgendo una community di quasi 10.000 critici in erba, provenienti da tutta Italia. Tra di loro qualcuno è emerso scegliendo la scrittura come professione, altri hanno semplicemente continuato ad andare al cinema con passione. In dieci anni di attività sono stati coinvolti molti critici, da Paolo Mereghetti a Gianni Canova, da Emanuela Martini a Roberto Nepoti, e alcuni di loro sono stati indissolubilmente legati al concorso formando la giuria ufficiale: Roberto Pugliese, Giorgio Placereani e Viola Farassino, giurati da sempre; Giancarlo Zappoli, Mauro Gervasini e Steve Della Casa, giurati da quando il concorso è entrato nel web, grazie a MYmovies, nel 2009. Quello è stato, senza dubbio, l'anno della svolta: da una media di 300 recensioni annue si è passati a 1800 ogni anno, senza mai scadere nella qualità degli elaborati. Più di tutto, Scrivere di cinema ha confermato uno spessore nazionale e una ricaduta pratica nell'universo della critica: dal 2009, infatti, i primi premi per le sezioni Under 28 e Triennio delle scuole superiori consistono in un contratto di collaborazione con MYmovies. Come dire: la giuria riconosce nel vincitore la capacità di una lettura critica associata a un'abilità nella scrittura ed ecco che subito viene messo alla prova, perché fare il critico può essere anche un mestiere.
La novità per questo 2012 riguarda la volontà di rafforzare sempre di più la community che ruota intorno al concorso: ogni mese verrà mandata una newsletter a tutti gli iscritti con consigli sulla scrittura, segnalazioni di film in sala, pubblicazioni in libreria, video in rete ad opera dei giurati così da fornire strumenti utili a maturare e affinare la capacità critica.
Cominciamo con il primo contributo fornito da Giancarlo Zappoli che mette a disposizione una serie di appunti e spunti utili a scrivere una buona recensione del film Scialla! di Francesco Bruni, scelto da Scrivere di cinema come film testimonial della decima edizione.
Clicca QUI per vedere il backstage del film.
SCRIVERE DI SCIALLA!
Appunti per una recensione a cura di Giancarlo Zappoli
- Informarsi su Francesco Bruni (sceneggiatore di Paolo Virzì e livornese come lui ma anche sceneggiatore dei Montalbano televisivi nonché di La seconda volta di Mimmo Calopresti con Nanni Moretti)
- Cercare la musica di Amir (la colonna sonora è sua e su YouTube si trovano i suoi pezzi; dare attenzione in particolare a “Le ali per volare”)
- Farsi delle domande sulla ‘regionalità’ del film. I modi di dire gergali giovanili sono solo romani? Se sì quali e quali invece valgono per tutti? (Vedi il quiz sul sito ufficiale del film)
- Fabrizio Bentivoglio torna a interpretare il ruolo di un veneto (vedi La lingua del santo e La giusta distanza). È credibile?
- La Roma che si vede nel film è da cartolina o inusuale?
- Osservare la caratterizzazione del professor Beltrame nella gestualità e nel vestire (aiutino: a un certo punto del film ciò che indossa rimanda volutamente a un personaggio dei fratelli Cohen…)
- Filippo Scicchitano esordisce sul grande schermo. Quanto offre di realistico al suo personaggio?
- L’immagine che si dà della scuola è verosimile?
- Sul film si è innestata una polemica tra chi pensa che sia necessaria un po’ di scialla (leggi: serenità) e chi invece ritiene che i giovani debbano essere impegnati e preoccupati per il loro futuro. Provare a leggere il film sotto questa luce e valutarne gli aspetti ‘di contenuto’
- Osservare i personaggi ‘non protagonisti’. La pornostar e ‘il poeta’ ad esempio. Sono solo funzionali alla ‘commedia’ o (ad esempio il secondo, grazie all’attore che si è scelto) rimandano ad altro?
- Il tema della scoperta della paternità è trattato in modo retorico?
- Sul piano del linguaggio cinematografico quali elementi caratterizzano il film (movimenti di macchina articolati o prevalenza di camera fissa)? Vedere in proposito le dichiarazioni del neoregista Bruni
- In proposito (senza poi rivelare il finale nella recensione) osservare le inquadrature con cui si apre e si chiude il film e valutarne il senso
- Cesare Zavattini affermava che il neorealismo (di cui era stato uno dei cardini) si era estinto nel momento in cui gli sceneggiatori avevano smesso di prendere il tram. Vale a dire che si erano chiusi nei loro studi ad ‘immaginare’ la realtà senza più sentirla pulsare dal vivo. Bruni (che non pretende di essere realista ma che comunque parla dell’oggi in una realtà italiana) prende il tram (o almeno la metropolitana)?